EMPORIO DELL’ARTE – ROMA – Davide Perrone (CG) – Gaetano Savino – Marilisa Scaramuzzi – Alessandro Grande

Emporio dell'Arte - RomaEmporio dell'Arte - Roma

Il concept,nel tentativo di fornire una soluzione all’equazione che vede
legate,mobilità,viabilità,sostenibilità ambientale e qualità della vita,ipotizza viabilità e parcheggi nel
sottosuolo per rendere la piazza un piacevole luogo di aggregazione in grado di valorizzare e
sostenere le attività economiche e commerciali.Il progetto mira a ristabilire una connessione tra la
piazza e la città per dar luogo ad una nuova polarità che crei il senso di appartenenza per il
cittadino e per il visitatore che temporaneamente si appropria dei luoghi che osserva.
Dall’analisi del luogo e della sua storia si è pervenuti alla individuazione dei punti nodali alla base
della progettazione: stratificazione come motivo storico della città;
il fiume come sentimento, storia e corridoio di connessione;
i flussi viari di mobilità veloce da regimare e separare dalla pedonale;
la collina verde come filtro e moltiplicatore di superfici,come afflato storico, simbolo del quartiere a
cui fa da corona e che instaura un dialogo con il lungotevere e Porta Portese attraverso coni visuali
resi possibili dalla posizione rialzata;
il rapporto tra i diversi nuclei di verde;
Il rapporto pedonale tra la collina ed il lungotevere in un susseguirsi di scale, terrazze, discese e
risalite;
il rapporto del cacciatore di affari con il luogo simbolo,oggi come ieri,dalla via degli scambi
all’emporio e di lì nel resto del mondo per raccontare.
Dalle risultanze dello studio effettuato,si è potuto non prescindere dalla necessità di interrare e
suddividere i flussi di traffico in passante e locale a servizio dell’insediamento con la conseguente
costruzione di un parcheggio interrato automatizzato, il tutto ricoperto da una grande collina verde
attrezzata(Hmax +3m)con funzione di pedonalità podotattile,mobilità lenta,sosta che si conclude
nella nuova piazza ritrovata,silenziosa e assorta nel brusio dei passanti lontani dal caos
automobilistico.
In merito alla esigenza richiesta di unire ed attrezzare le due rive del Tevere al fine di un loro utilizzo
per lo svolgimento degli eventi estivi si è deciso di agire secondo due direzioni: l’una protesa allo
studio di box galleggianti in ecowood(3x3m) completamente smontabili e modulabili senza l’utilizzo
di alcun bullone;l’altra tendente alla realizzazione volumi estrusi dagli argini del fiume.
Il masterplan così definito ha cercato di mettere in relazione/correlazione le due sponde opposte
mediante un ideale pontile di giunzione tra le due in grado di diventare all’occorrenza esso stesso
sponda.
Si è ottenuta,da una parte,una torre scenica terrazzata adagiata sulle rampe in pietra esistenti per la
discesa alla banchina e dall’altra un’argine virtuale in blocchi di pietra e vetro connessi tra loro e
aggettanti.
La progettazione è stata svolta ponendo attenzione alle tematiche della sostenibilità ambientale
relativamente alla produzione di energia elettrica,al recupero delle acque piovane ed infine
all’utilizzo di finti legni plastici; la produzione dell’energia è stata pensata attraverso la realizzazione di
dinamo montate in sequenza a filo della pavimentazione stradale,in alcune zone di passaggio
obbligate,mosse dal rotolamento indotto dalle ruote dei mezzi.
L’energia così prodotta verrebbe utilizzata per illuminare i luoghi progettati e per alimentare le
pompe sommerse posizionate nelle vasche per la raccolta delle acque piovane ad uso
irriguo,opportunamente disoleate,confluite nelle gallerie stradali.

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